Quinoa made in Romagna? A Ravenna c’è!

Quinoa made in Romagna? A Ravenna c’è!

Finalmente è possibile scegliere un prodotto locale: mangia sano e romagnolo

Intervista a Giorgio Dall’Ara a cura della Redazione

La costante ricerca delle eccellenze romagnole ci ha condotto a Ravenna, più precisamente a Campiano, dove abbiamo conosciuto Giorgio Dall’Ara, che nella sua azienda di 18 ettari coltiva la prima quinoa made in Romagna.

Lo abbiamo intervistato perché come sapete, siamo grandi sostenitori del km0 e perché, siamo convinti che scegliere di acquistare locale e genuino, solo dalle nostre aziende romagnole, sia un grande atto di Ecosovversione.

Ciao Giorgio, prima di parlare della tua azienda e della sua storia, mi piacerebbe raccontare come tutto è iniziato. Quando è nata in te la passione che ti ha portato dove sei ora?

Sono figlio di contadini e quest’azienda l’ho ereditata dai miei genitori con grande orgoglio. La passione per la terra e per tutto ciò che può offrire quindi ce l’ho da sempre! La mia avventura con la quinoa è iniziata nel 2016 quando una mia ex collega di lavoro, a cui avevo raccontato della mia ricerca di una coltivazione alternativa ai cereali da introdurre in azienda, mi consigliò di piantare la quinoa. Ricordo che rimasi stupito e le chiesi: «La quinoa? Ma cos’è?».
Lei rise e mi accennò qualcosa e io, essendo molto curioso, cominciai subito a ricercare notizie su questo strano prodotto che non avevo mai sentito nominare prima.
Dopo qualche mese mi sono convinto dell’opportunità di introdurre questa nuova coltivazione in Romagna. Ho acquistato il seme nel luogo d’origine della quinoa, in Cile, sviluppato alla stessa latitudine dell’Italia a livello del mare, con condizioni climatiche molto simili a quelle della pianura ravennate. Era un esperimento e da subito sono rimasto entusiasta dei risultati: le coltivazioni si sono adattate meravigliosamente e hanno iniziato a crescere forti e robuste.

Gli obiettivi erano due: per prima cosa dare la possibilità ai consumatori consapevoli di trovare un prodotto che ha origini lontane anche qui in Romagna, coltivato proprio nella nostra terra, abbattendo tutti quei costi di trasporto e le emissioni di Co2 che servono per far arrivare un prodotto dall’altra parte del mondo. Il secondo obiettivo era introdurre una coltivazione alternativa ai cereali, che attualmente non consentono un ritorno economico soddisfacente per i piccoli agricoltori.

Vendendo direttamente la quinoa al consumatore finale si superano quei passaggi intermedi che stanno strangolando l’agricoltura italiana.

Hai introdotto la quinoa in azienda e subito l’hai convertita al biologico. Perché questa scelta?

La conversione a biologico della mia azienda credo sia stata una scelta naturale per il tipo di coltivazione che volevo sviluppare: la quinoa non richiede fertilizzanti né trattamenti pesticidi, se non in minima parte con prodotti totalmente compatibili con il biologico.

Inoltre, sono convinto che il futuro dei piccoli agricoltori italiani non possa prescindere da questo tipo di scelta: sono sempre di più le persone che si sono accorte di quanto il benessere passi da un’alimentazione sana, genuina e a km0, requisito quest’ultimo che può veramente sostenere le aziende del territorio e fare la differenza.

Coltivare quinoa non è particolarmente complicato, anche se sono necessarie alcune tecniche particolari che ho imparato nel corso degli anni. A mio parere, molto più difficile è la gestione delle fasi successive alla coltivazione: pulizia ed essicazione del seme, decorticazione per togliere le saponine, confezionamento e commercializzazione.
Sono convinto che non sia possibile, o meglio economicamente non conveniente, coltivare quinoa in Italia senza coprire tutte le fasi del processo fino alla vendita al consumatore finale: una teorica vendita all’ingrosso del prodotto ricavato dalla sola attività agricola si scontra con prezzi assolutamente non remunerativi e causa le massicce importazioni a prezzi stracciati. Altro motivo per cui la nostra commercializzazione è rivolta solo ai piccoli negozi di frutta e verdura, ai ristoranti, alle gastronomie della Romagna ed ai GAS.

In un mondo sempre più globale vorremmo diffondere una nuova sensibilità, portando i consumatori verso un interesse maggiore per i prodotti delle aziende agricole locali, siano questi prodotti tipici della cultura italiana o come nel caso della quinoa, importati da Paesi lontani.

La Quinoa è un alimento sempre più presente sulle nostre tavole. Cosa puoi dirci al riguardo? Perché consiglieresti ai nostri lettori di provarla? Quali sono i suoi benefici?

La quinoa, che non è un cereale ma uno pseudo cereale, non contiene glutine.

È l’unico alimento che racchiude tutti gli aminoacidi conosciuti, è ricco di proteine, circa il 14%, di sali minerali come ferro e magnesio. Depura l’organismo e non appesantisce a tavola. In Sudamerica, zona di origine, la quinoa è conosciuta da sempre come il cibo degli dei.

Torniamo a parlare di te. Quali progetti stai portando avanti al momento? E cosa ha in serbo il futuro?

La mia attuale attività purtroppo non mi consente di dedicarmi come vorrei alla diffusione della conoscenza presso il pubblico dei consumatori che si può consumare una quinoa coltivata in Italia a KM zero.
Ritengo che debba essere diffusa una consapevolezza di un consumo alimentare sano e naturale ma anche non “inquinante” per l’ambiente: che senso ha mangiare qualcosa che proviene dall’altra parte del mondo quando la si può trovare a Km zero e a prezzo più conveniente, risparmiando un sacco di CO2 nel trasporto?
Ecco, mi piacerebbe in un prossimo futuro avere più tempo da dedicare al progetto quinoa per diffondere questa importante e utilissima conoscenza.

Come ultima cosa, puoi consigliarci una ricetta a base di Quinoa?

Certo, ecco qui: cous cous di quinoa, facile, veloce e super gustoso!

Ingredienti (per 4 persone)

200 g Quinoa Romagna
½ Cipolla di tropea
1 pezzo di zenzero
2 carote
1 peperone comino giallo
1 melanzana
1 zucchina
2 pomodori ramato
1 cucchiaino di curcuma
1 fetta di speck di mezzo cm di spessore
2 mozzarelline di bufala campana
1 peperoncino
Sale e pepe
Olio EVO

Preparazione

Lavate molto bene la quinoa lasciandola in ammollo per una ventina di minuti.
Mettete la quinoa in acqua fredda con una quantità di acqua pari al doppio del peso (400 ml) e portate a ebollizione avendo cura di mescolare di tanto in tanto fino a quando l’acqua non è stata interamente assorbita (circa 15/20 minuti).
Nel frattempo mettete sul fuoco una padella con olio EVO, il peperoncino e un pezzo di zenzero o se preferite grattugiato; mezza cipolla di tropea tagliata sottile e fate soffriggere.
Appena la cipolla imbiondisce aggiungete le carote tagliate a cubetti e il peperone comino privato dei filamenti interni; attendete qualche minuto e aggiungete la melanzana anch’essa tagliata a cubetti; dopo qualche minuto unite la zucchina tagliata a cubetti. Saltate il tutto, aggiungete un cucchino di curcuma, un poco di acqua e coprite a fuoco medio.
Aggiustate di sale e pepe.
Tagliate lo speck a cubetti e fatelo “sudare” in padella senza olio. Ricordate che le verdure non dovranno scuocere ma rimanere croccanti.
Lavate e tagliate a cubetti i pomodori avendo cura di farli scolare della loro acqua.
A questo punto togliete il peperoncino e lo zenzero, se lasciato intero, unite la quinoa alle verdure in padella e fate insaporire mescolando, unite anche lo speck.
Spegnete e lasciate riposare qualche minuto.
A questo punto possiamo impiattare: prendete un coppapasta e riempitelo con la quinoa e verdure, aggiungete il pomodoro e appoggiate sopra una mozzarellina tagliata in quattro, un rametto di basilico come guarnizione.
Se volete potete eliminare speck e mozzarella per una ricetta vegana.
Aggiungere un filo d’olio a crudo e buon appetito!


Giorgio Dall’Ara

Dirigente d’azienda, appassionato di alimentazione e di terra, è originario di Campiano di Ravenna ma da anni abita a Sant’Egidio di Cesena. Insieme al suo amico Roberto Tumedei, agricoltore di professione, ha provato a coltivare la quinoa nell’azienda ereditata dai suoi genitori (Azienda Dall’ara e Lolli).
Per maggiori informazioni: www.quinoaromagna.itinfo@quinoaromagna.it

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.