RI-visitare la tradizione culinaria romagnola

RI-visitare la tradizione culinaria romagnola

Il progetto Bistrò Verdepaglia e la bottega alchemica a Forlì rilanciano un nuovo modo di fare cucina

La Redazione

Nel cuore di Forlì troviamo un esempio tutto romagnolo di buona cucina, attenta alla tradizione ma anche alle materie prime e alla qualità del cibo. Il Bistrò Verdepaglia nasce nel 2012, figlio di una Cooperativa a impresa femminile che si occupa di sostenibilità ambientale. Attraverso il cibo e tutto ciò che gli orbita attorno, ha trovato lo strumento per comunicare un messaggio innovativo di nutrizione, dello stare a tavola, di condivisione, di incontro. Dall’esperienza lavorativa delle socie fondatrici, Antonella Carnevale e Paola Gualtieri, prende vita questo progetto. Il lavoro come barman, la gestione di vari locali e soprattutto l’esperienza come fondatrici di una Cooperativa di abitazione in Co-housing, hanno fatto nascere in Antonella e Paola la voglia di fare della loro vita il loro stesso lavoro.

Cucina alternativa o cucina di passione?

Antonella ci racconta che aver trascorso la sua gioventù a Rimini, lavorando presso ristoranti e locali di massa, le ha insegnato il significato del sacrificio e delle tante ore spese a lavorare. Quella che viene ricordata come “un’impagabile gavetta” e che oggi è sicuramente un valore che va perdendosi. Sappiamo che dietro un progetto che funziona non esiste solo la competenza lavorativa, ma la passione e l’estro di chi lo ha creato. E infatti, l’amore per le arti, rappresenta per Antonella un vero e proprio stile di vita. Anche cucinare con passione si trasforma in una delle forme di arte più alte. Fin da bambina ha messo mano ai fornelli e nel cibo ritrova il punto di arrivo della sua continua ricerca. Più che cucina alternativa, potremmo definirla una cucina nata dallo stretto contatto con i fornitori di fiducia, che in realtà sono i compagni di viaggio. E il viaggio è sempre il momento più bello. Verdepaglia segue il ritmo biologico delle stagioni.

Si cucina per emozionare le persone:  cucinare si trasforma in un grande gesto  d’amore e attraverso il cibo passano  un’infinità di emozioni

La volontà è quella che ogni piatto possa lasciare un ricordo o trasmettere un’emozione. Se questo accade, significa far vivere un’esperienza che va al di là dell’aver soddisfatto solo la fame.

Il menù è come un viaggio

Uno dei punti di forza è il menù o meglio l’assenza di menù. Come ci racconta Antonella, non si stabilisce alcun menù, non si dà alcun paletto ai fornitori su cosa piantare o portare, anzi. I piatti vengono decisi solo dopo aver visto il raccolto: sono i colori e le stagioni a fare tutto, la mano del cuoco realizza così un quadro già dipinto. Le offerte culinarie cambiano ogni giorno, come un viaggio on the road, in cui vivi il piacere del momento presente. E ce n’è per tutti i gusti: dalla pasta fatta in casa, alle carni attentamente selezionate, al pesce, fino ad arrivare alle alternative offerte di piatti senza derivati animali, perché il cibo deve unire e non dividere. La necessità di avere materie prime eccellenti è una conseguenza obbligata. Tutte devono essere coltivate con passione: prerogativa fondamentale. Inutile dire che si utilizzano solo prodotti freschi e non raffinati, biologici e del territorio romagnolo.

Abbiamo bisogno di poeti contadini

Unione e contaminazione: la vera forza

Bistrò Verdepaglia è anche un progetto di integrazione sociale. È frutto di diverse e arricchenti contaminazioni, a partire dalla brigata, composta da giovani anche di origine africana. Antonella ci tiene a sottolineare quanto siano importanti le persone che la affiancano: “Senza di loro non sarei nessuno”. Mamato, Moribo e Nithey fanno parte dello staff fin dall’inizio ed è l’unione interna che ha permesso lo svilupparsi del progetto Bistrò Verdepaglia. La diversità convive perfettamente nel momento in cui lavorare significa esprimersi: è un fattore di crescita personale che arricchisce anche il lavoro. Si chiama integrazione sociale.

Quando cuciniamo siamo tutti uguali, i piatti che nascono da questa unione sono carichi di questa energia

E poi l’accoglienza, un tema importante e molto impegnativo. Chi arriva al Bistrò o in bottega si ritrova in un mondo talmente identificato e caratteriale che lascia con il fiato sospeso. È un luogo che va vissuto perché esce dai classici luoghi comuni: non ci sono professionisti con tecnica ed esperienza, come molti la intendono ma gente comune, che ogni giorno lavora fianco a fianco con passione. Una cosa è certa: quando entri al bistrò sei il benvenuto, entri in contatto con persone semplici che credono in quello che fanno. Il consiglio? Lasciarsi guidare e affidarsi alle mani esperte di Antonella, Paola e tutto lo staff. Si può godere sia del pranzo che della cena e dalle 18.30 si gusta l’aperitivo tipico con tapas estrapolate dal menu del giorno, una linea di vini e cocktails tutta personalizzata da Paola con essenze, oli essenziali, erbe e idrolati, a completare la carta cocktails della bottega alchemica del Bistrò. Il quadro si completa con la musica dal vivo, le mostre di artisti, gli incontri sull’arte e i diversi laboratori organizzati.

Un oggetto, un colore e un sapore

Cosa può rappresentare al meglio questo progetto culinario dalle tante sfumature? Ci risponde Antonella: «Mi viene in mente un simbolo culinario d’eccellenza che tra l’altro, poco tempo fa, un nostro amico artista ci ha anche regalato con delle immagini stampate su carta: il peperoncino. Sicuramente ci rappresenta in toto. Ha la potenza del rosso, è erotico (perché la cucina ha a che fare con l’eros, non dimentichiamocelo mai), è piccante come lo siamo noi, ha una forma appuntita e non guasta mai. Puoi scegliere di non usarlo ma certo se lo introduci nella tua alimentazione, ti cambia la vita e lasciarlo poi diventa molto difficile».


 

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.