Sangat: 
lo yoga come comunità

Sangat: 
lo yoga come comunità

Lo yoga diventa strumento di ecosovversione

Azioni collettive che indirizzano il cambiamento verso il bene di tutti, unione di pensieri, persone ed energie che possono cambiare materialmente lo stato delle cose, una sovversione che si compie insieme agli altri con azioni concrete, ma che nasce prima di tutto da una migliore qualità dei propri pensieri, più positivi: l’idea di ecosovversione suona tanto vicina e affine a chi ha reso lo yoga parte del proprio stile di vita.

Fare yoga è un atto di cambiamento

Lo yoga porta presto evidenti cambiamenti nella forza, elasticità ed equilibrio del corpo, oltre che nella capacità di concentrazione e calma della mente: un cambiamento che ha modo di provare anche chi lo pratica da poco o “solo” come una efficace tecnica per mantenere in forma il fisico e la mente.

Ma è a un livello più sottile che la pratica regolare e costante porta cambiamenti sorprendenti: costruisce e radica nuove abitudini più sane, aiuta a lasciar andare schemi di pensiero negativi, a comprendere meglio chi siamo e a sviluppare il nostro vero potenziale.

Sovversione collettiva

Questo potere trasformativo dello yoga è con noi ogni volta che saliamo sul tappetino ed è profondamente connesso con l’ascolto che diamo al nostro corpo e al nostro sé. Questa concentrazione sul sé, però, non rende lo yoga una faccenda “individualistica”. Al contrario.

Yoga significa unione, anche nel senso di comunità con il gruppo. Praticare insieme ad altre persone è un’esperienza altrettanto importante quanto avere una propria pratica personale. Per questo non consiglierei a nessuno di fare sempre yoga da solo, ma di cercare regolarmente l’occasione di praticare in gruppo, che sia in una classe con un insegnante oppure insieme agli amici.

I benefici del lavoro di gruppo sono ben noti e lo yoga non fa eccezione. Fare yoga in una classe è una “pratica nella pratica”, che richiede di essere molto consapevoli dei nostri vicini: da un punto di vista pratico perché dobbiamo prendere le misure e muoverci senza disturbare; da un punto di vista sottile perché lavorare insieme mette in moto energie particolari e le amplifica.

Sangat: l’assemblea dei devoti

Avvicinandomi allo yoga kundalini ho incontrato una parola in sanscrito molto bella, sangat: significa letteralmente “l’assemblea dei devoti”, ma nello yoga è usata nel senso di “comunità”, intesa come un gruppo di persone che condivide un percorso di crescita e di evoluzione del proprio potenziale. In questo senso, anche i compagni della classe di yoga sono a tutti gli effetti sangat.

Anche se a lezione di yoga possiamo incontrare persone molto diverse da noi, consapevolmente o meno tutti condividiamo un obiettivo: crescere e cambiare, conoscere meglio noi stessi e migliorarci. Riconoscere questo legame con i nostri compagni di pratica ci dà l’occasione di riflettere sul senso di gruppo e di essere riconoscenti di poter condividere con altri il nostro viaggio.

Passiamo alla pratica

Gli insegnanti di kundalini yoga con cui ho praticato in questi anni ci hanno proposto spesso questa meditazione di gruppo, che ha il bell’effetto collaterale di consolidare lo spirito di comunità tra le persone, invitando a essere più collaborativi e superare i conflitti.

Ecco come farla: sedete in cerchio a terra a gambe incrociate e con la schiena dritta.

Aprite la sessione con i mantra (li trovi su bit.ly/vmantra). Aggancia le braccia delle due persone accanto a te. Tieni gli occhi aperti e focalizza lo sguardo alla punta del nasoInspira dal naso silenziosamente in 4 segmenti, abbinando il movimento della testa e ripetendo mentalmente il mantra Sa Ta Na Ma.
Gira la testa verso la spalla sinistra e mentalmente canta Saa, mentre inspiri il primo segmento.
Gira la testa verso la spalla destra e mentalmente canta Taa mentre inspiri il secondo segmento.
Gira la testa verso la spalla sinistra e mentalmente canta Naa mentre inspiri il terzo segmento.
Gira la testa verso la spalla destra e mentalmente canta Maa mentre inspiri l’ultimo segmento.
Porta la testa al centro in linea con il corpo, fermati e canta a voce alta il mantra: Waa-he Guruù, Waa-he Guruù, Waa-he, Waa-he, Waa-he Guruù. (trad. “provo uno stupore estatico di fronte alla indescrivibile saggezza”).
Riprendi il respiro in 4 parti, il movimento della testa e la vibrazione silenziosa del mantra. Quando espiri e torni al centro con la testa, canta nuovamente a voce alta, continuando il ciclo. Muovetevi, cantate e fermatevi al centro tutti all’unisono. Continuate al massimo per 11 minuti, da non superare. Per chiudere la meditazione inspira ed espira dal naso tre volte, con la testa ferma al centro.

Ricorda sempre che con i tuoi pensieri puoi cambiare la tua vita e il mondo intero!


Roberta Romagnoli

Dopo aver lavorato a lungo come webdesigner, oggi si occupa di consulenza e gestione di progetto per la creazione di contenuti web. Da oltre 10 anni, il suo migliore alleato per riequilibrare le ore trascorse online è lo yoga: “allieva professionista” di insegnanti di diverse scuole e tradizioni, dal 2014 lo yoga è entrato a far parte ufficialmente anche della sua vita professionale, come web editor del sito Le Vie del Dharma. Dal 2015, anno della sua apertura, collabora con il Centro Yoga Le Vie del Dharma di Cesena, per il quale cura la comunicazione e partecipa alla gestione degli eventi.

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