Shamballa: un mandala ecosostenibile su grande scala

Shamballa: un mandala ecosostenibile su grande scala

La gioiosa visione di WASP sulla sostenibilità ambientale

Simbolo del nostro progetto è la vespa vasaia, una specie che costruisce il proprio nido con materiale recuperato dall’ambiente circostante. Questo piccolo ma laborioso insetto realizza minuscole fortezze di terra e saliva che modifica adattandosi a seconda del luogo in cui decide di realizzarle.

Allo stesso modo, WASP nasce con l’obiettivo di costruire abitazioni in terra e paglia, sviluppando un modello di stampante 3D in grado di realizzare case ecosostenibili e compatibili con il territorio.

Piccole unità abitative che, come nel caso della vespa vasaia, sono realizzate totalmente con materiali naturali. Case che possono essere abitate anche per brevi periodi, nel caso di situazioni d’emergenza, in cui fare fronte a contesti difficili. Una volta dismesse non inquinano perché si reintegrano naturalmente nell’ambiente circostante e non lasciano ruderi.

Case che liberano l’uomo da ogni forma di schiavitù

Così ce ne parla il fondatore Massimo Moretti: «Le case progettate da WASP partono dalla terra e della terra si nutrono, perché sono fatte con materiali a km 0.

Nessuno spreco, questo vorrebbe dire essere schiavi. Schiavi della mancanza di energia, della materia, soggiogati dalle mancanze, mentre ciò che stiamo costruendo è Shamballa, un posto migliore dove semplicemente tutti hanno tutto il necessario per vivere».

L’attenzione alla sostenibilità ambientale è da sempre un punto fermo per WASP. Che si parli di grandi progetti come costruire case stampate in 3D o di piccole sfide quotidiane, il pensiero che guida questa realtà innovativa con sede in Romagna è da sempre molto ambizioso.

Ci racconta Moretti: «Trasformare la terra in Paradiso è il nostro obiettivo mentale. Talmente lontano e impossibile che non ci resta che partire dal piccolo e raccogliere il primo lombrico, incontrato sulla strada dopo una notte di pioggia estiva: se anche volevi salvare il mondo e hai salvato un solo lombrico, per lui è come se avessi salvato il mondo».

Arredi stampati con materiale di riciclo

Così, mentre la sperimentazione su Shamballa continua, diventando ogni giorno più concreta, è già stato progettato e distribuito un sistema di stampa per realizzare arredi. Si è partiti dal piccolo, con le prime stampanti 3D che permettevano di realizzare oggetti di precisione, per arrivare a una stampante alta 3 metri che comprende tutti gli strumenti utili alla fabbricazione digitale di un ecosistema improntato all’autosostenibilità.

Partendo da materiali di scarto può riconvertire un vecchio oggetto di plastica in un nuovissimo elemento di design, semplicemente usando un trituratore.

Sedie, tavoli, lampade e oggetti dalle applicazioni più disparate che possono essere realizzati autonomamente grazie a un’unica stampante 3D.

Le peculiarità della DeltaWasp 3MT sono molte, ma una delle più interessanti è senza dubbio la sua capacità di lavorare con materiali di riciclo: potendo scegliere se stampare plastiche in granuli o in filamento, è perfetta per riutilizzare plastiche di recupero. Partendo da materiali di scarto può riconvertire un vecchio oggetto di plastica in un nuovissimo elemento di design, semplicemente usando un trituratore.

l valore del progetto: tutto è mente

Siamo di fronte a una rivoluzione produttiva che mira a rimettere in discussione il concetto stesso di progetto.

Come sostiene Moretti: «L’oggetto ha valore in quanto progetto o forma, la materia può cambiare. Il contenuto è mentale, è conoscenza: la materia può essere trasformata… Trito l’oggetto e ne faccio un altro».

Come un mandala tibetano, il progetto diventa un esercizio di perfezione, prima di essere distrutto e superato con un progetto ancora più bello.

Per WASP la sfida è sempre stata estremamente seria, rivoluzionare il mondo con l’innovazione cercando processi sempre più efficaci dal minimo impatto ambientale, ma non ha mai rinunciato alla giocosità e alla leggerezza.

Vale la pena ascoltare la descrizione di Shamballa, conclude Moretti: «La cura nel fare le case è certosina, i colori sono sgargianti, di una bellezza estrema. Nella gioia del fare, prendono forma abitazioni meravigliose ma, prima che si generi attaccamento, vengono distrutte per farne di migliori. D’altra parte, qualcosa bisogna pur fare in un mondo dove tutto quello che serve è a disposizione di tutti. Giocare a fare castelli e mandala è il gioco degli abitanti di Shamballa».


Massimo Moretti

Massimo Moretti è un sognatore, ma con i piedi ben piantati terra. Nato a Massa Lombarda nel 1959, appassionato di tecnologia, si occupa di ricerca e sviluppo prodotti da più di vent’anni.

Dopo avere attraversato il mondo dell’elettronica negli ultimi 10 anni si è dedicato alla progettazione 3D, alla costruzione di stampanti solide e di macchine a controllo numerico. Nel 2003 fonda il CSP (Centro Sviluppo Progetti), a partire dalle precedenti esperienze nel mondo dell’elettronica e della meccanica. È un’azienda che si occupa dello sviluppo di progetti innovativi: la continua ricerca e l’avanguardia sono i cardini di un lavoro che si fonda sulla volontà di lasciare un mondo migliore di quello che si è trovato e sulla fiducia nella tecnologia come base di un progresso sostenibile.

Nel 2012 dà vita a WASP (World’s Advanced Saving Project): un progetto incentrato sullo sviluppo della stampa 3D con l’intento di finanziare la creazione di una mega-stampante 3D che possa costruire abitazioni in terra cruda.

 

 

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.