Tornare bambini con il Tartaorto

Tornare bambini con il Tartaorto

Metti gli stivali, prendi il cestino e raccogli con le tue mani: ecco come inizia la magia…

Intervista a Piergianni Pazzaglia e Donatella Pagliarani, a cura di Valentina Balestri

Un giorno sento parlare di questa realtà bellissima e particolare a Gambettola e visto che è la città in cui vivo, decido di andare a vedere con i miei occhi. Quando arrivo a destinazione mi rendo conto all’istante che le voci sono fondate: “la Fragola de Bosch” è un’oasi verde e profumata, dove il tempo sembra scandito solo dal chicchiricchì del gallo, che scopro subito chiamarsi Galliano.

All’ingresso c’è una serra, luminosa e accogliente. Entro e immediatamente la mia attenzione viene rapita dal dise- gno di una tartaruga con su scritto “Tartaorto”. In un attimo torno bambina e la curiosità esplode in me. Mi guardo intorno e vedo tante piccole aiuole rigogliose, sono estasiata da tutti quei colori e profumi! Ad un tratto mi sento salutare. “Ciao, buongiorno, posso esserti utile?!”.

È così che conosco Piergianni, il proprietario dell’azienda, che con un sorriso ospitale mi raggiunge e mi stringe la mano. Subito dopo arriva sua moglie, Donatella, una donna molto bella, gentile e piena di energie, che mi accoglie con un caloroso benvenuto. Ci vuole un secondo a capire se una persona mette passione in quello che fa: gli occhi di Piergianni e Donatella splendono ed esprimono tutto l’amore che hanno per la loro terra. Quando gli chiedo che cos’è il Tartaorto si illuminano ancora di più e felici iniziano a raccontarmi tutti i dettagli.

La magia del Tartaorto

Il Tartaorto è un vero e proprio orto a forma di tartaruga, dove le aiuole, divise da piccoli sentieri, disegnano ogni parte del corpo. È stato pensato così per tanti motivi. Il primo? L’orto è lento, come lo è la tartaruga. Vive a lungo ed è paziente. In più, questo leggendario animale nella simbologia indiana rappresenta la Madre Terra, fonte di vita e prosperità. Grazie a questa forma simpatica e particolare è possibile avvicinarsi ad ogni pianta, passeggiando tra i profumi dei pomodori, delle melanzane, della rucola, dell’insalata e tante altre varietà. Ma non solo: all’ingresso ci sono stivali e cestini, pronti per essere usati da chi volesse raccogliere le prelibatezze della natura, con i consigli e le indicazioni di Gianni e Donatella. Un orto dove è possibile fare, capire e raccogliere frutta e verdura biologica e dove gli spazi sono pensati per rallentare, osservare, ascoltare e raccontare.

Indossare gli stivali e incamminarsi dentro l’orto è magnifico. Toccare la verdura e la frutta con mano, poterla assaggiare e imparare a riconoscere se è matura al punto giusto, apprendere come coglierla in modo da non rovinarla… Tutto ciò ti fa capire quanta vita c’è in un germoglio o dentro un baccello. Ti fa sentire legato alla terra in modo indissolubile, custode di un fiore, così come del mondo intero. Ti fa comprendere quanto la vita, anche quella di una singola pianta, meriti rispetto.

Gianni, entriamo subito nel vivo della vostra storia: com’è nata la Fragola de Bosch e perché avete scelto questo nome?

Io sono figlio della campagna e da sempre, così come i miei genitori quarant’anni fa, coltivo fragole. Il terreno è a Gambettola, da tutti gli abitanti conosciuta come “E Bosc” perché tempo addietro, prima che ci fosse il paese, c’era un grande bosco.

Da qui nasce il nome, come dedica al nostro fiore – e frutto – all’occhiello oltre che al nostro territorio. La storia dell’azienda inizia, come dicevo, con i miei genitori e continua con me e Donatella. Le evoluzioni nel tem- po sono state tante: dal 2009 abbiamo scelto l’agricoltura biologica e ci siamo certificati. Volevamo allontanarci il più possibile dalla grande distribuzione che vuole solo quantità e non qualità, obbligandoti sempre a giocare al ribasso, un ribasso che non ti permette di far crescere in modo sano la tua azienda e le persone che ci lavorano. Poi vista la mia grande passione per l’energia rinnovabile, abbiamo deciso di investire in una serra fotovoltaica e preferire le energie naturali. Nel 2012, spinti dalla voglia di condividere e offrire ospitalità, abbiamo aperto l’agriturismo e nel 2014 la fattoria didattica. Nel 2015 abbiamo costruito il Tartaorto e nel 2017 tutta la serra è stata rinnovata affinché diventasse uno spazio unico per rendere speciali concerti e matrimoni.

Oggi siamo sempre più convinti che se dai valore alla terra e alle persone, prima o poi, tutto ti ritorna e anche se fai una gran fatica a portare avanti le tue idee, la soddisfazione vale l’impegno.

Donatella perché avete deciso di puntare anche sull’ospitalità e non solo sulla coltivazione di frutta e verdura?

Sai, quando prendi una strada, non tutti ti seguono. Dopo aver certificato l’azienda in biologico molti dei nostri clienti di allora si sono allontanati. Non credevano in questo tipo di coltivazione e non capivano il perché volessimo cambiare l’identità dell’azienda. In me e Gianni invece è sempre stato molto chiaro: ciò che dai alla terra, la terra ti restituisce! Ecco il perché della nostra scelta: volevamo dimostrarle il giusto rispetto e prendercene cura, sempre più naturalmente. Poi, ispirati dall’esempio di alcune aziende agricole austriache, ci siamo lanciati nell’autoraccolta e anche lì ci siamo dovuti riconquistare la fiducia delle persone. La passione è stato ciò che ci ha salvato… La difficoltà si trasforma in forza e ti aiuta a tirare fuori tutta la tenacia e la voglia di dimostrare che fare agricoltura in modo più sano è possibile. L’idea di condividere ospitalità è venuta subito dopo. Siamo partiti con l’agriturismo, per offrire quell’atmosfera che solo il contatto con la natura può dare. E dall’agriturismo siamo passati a qualcosa di più grande.

Io sono di Santarcangelo, paese meraviglioso anche per i cittadini che ne hanno fatto la storia. Uno in particolare è Federico Moroni, un maestro straordinario, che ha creato una scuola in campagna a Bornaccino, dove i bambini a stretto contatto con l’orto, gli animali e la natura, conoscono la terra e imparano a “volergli bene”. Un’educazione alternativa che mi ha sempre affascinata. Ecco perché abbiamo pensato di riproporla anche in azienda e dare spazio e vita ad una vera e propria fattoria didattica. Quando vedi arrivare i bambini pieni di curiosità ti si riempie davvero il cuore di gioia. Li vedi con le mani nell’orto, che cercano i lombrichi. Ti fanno mille domande: come cresce quello, che sapore ha quest’altro, come si pianta quella verdura, quando si può mangiare quel frutto.

Alcuni ci mettono un po’ ad ambientarsi: purtroppo ci sono bambini delle elementari che non hanno mai visto una pianta di pomodorini o che non sanno che le fragole si colgono da terra. Vedere però che tutti tornano a casa con la voglia di raccontare ai loro genitori le avventure e le scoperte del giorno, ti dimostra che qualcosa nel loro cuore hai lasciato.

Ricordo l’ultima volta, quando con tutta la frutta raccolta dai bambini abbiamo fatto insieme a loro la marmellata. È stato un successo! E da una cosa banale come la marmellata si arriva a smuovere tanto all’interno della mente: quando conosci la natura, bella buona e sana, impari a viverla e darle valore.

Nelle vostre parole sento tanta passione e altrettanto rispetto verso la natura e tutto ciò che vi circonda. E allora vi chiedo: qual è il vostro più grande obiettivo?

Far battere il cuore della Terra. E dare la possibilità a tutti di ascoltarlo. Rispettarla, insegnando ad amare il suolo dove camminiamo o dove raccogliamo ciò di cui ci nutriamo. Quando alle persone che ci vengono a trovare sappia- mo di poter offrire un prodotto fatto con amore, di alta qualità e soprattutto freschissimo, ci sentiamo orgogliosi e tutta la stanchezza dei lavori nell’orto – che vi assicuro è tanta – sparisce, lasciando spazio alla voglia di fare ancora meglio. In tanti ci dicono che tornare a casa e cucinare con ingredienti appena raccolti dà tutta un’altra emozione (e tutto un altro gusto)! Noi lo sappiamo bene perché è l’orto il nostro supermercato quotidiano.

La strada giusta è quella che riporta alla terra e noi ne siamo coscienti. Impegnarci per far sì che sempre più persone ne siano a conoscenza è il piccolo contributo che regaliamo alla nostra Romagna, per renderla migliore


Gianni e Donatella

Marito e moglie dal 2012 portano avanti l’Azienda Agricola Biologica “La Fragola de Bosch” di Gambettola. Oltre ad occuparsi dell’orto hanno deciso di puntare sull’ospitalità di grandi e piccini. La Fragola de Bosch è anche un bed & breakfast e una fattoria didattica. La grande serra ospita inoltre matrimoni, concerti, compleanni, cerimonie e altri eventi  di cucina naturale. Per tutti gli altri dettagli: www.lafragoladebosch.com – FB: La Fragola de Bosch

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.