Torniamo alla normalità!

Torniamo alla normalità!

Decrescita felice e autosufficienza collettiva: oggi abbiamo l’occasione di farle diventare realtà!

Hubert Bösch

Cosa pensi oggi, nell’estate 2020, della decrescita felice? Per ora stiamo sperimentando la decrescita infelice, ma è solo un piccolo assaggio di quello che succederà nei prossimi anni se non cambiamo strada.

Attuando la decrescita felice probabilmente ci saremmo risparmiati un bel po’ di vittime di questa epidemia.

Sembra un’affermazione assurda, ma i fatti palesano questa ipotesi. Le zone in cui il virus ha fatto più vittime coincidono con le aree che esprimono la massima rappresentazione di una società che insegue la crescita infinita, crede al valore supremo dell’economia e applica il dominio sulla Natura e anche sull’uomo (Wuhan, Lombardia, New York…).

Sono anche i luoghi in cui l’inseguire questa filosofia ha portato a un inquinamento spaventoso nonché all’affidarsi ciecamente al consumo sfrenato di farmaci e al massiccio uso di vaccini. E il Covid-19, guarda caso, miete vittime proprio tra le persone che respirano l’aria più inquinata, assumono una moltitudine di farmaci e si sono sottoposte alla vaccinazione antinfluenzale, che indebolisce le difese proprio contro i coronavirus, come ha dimostrato uno studio fatto negli Stati Uniti. Tra l’altro due terzi delle vittime sono uomini che sicuramente rappresentano più delle donne questa filosofia.

La Natura non si piega

I sostenitori della crescita infinita probabilmente sognano ancora di poter vincere, grazie al progresso scientifico e tecnico, la battaglia contro la Natura e perciò risolvere tutti i problemi. Nella loro mania di grandezza pensano di riuscire a governare la Natura e a piegarla ai loro comodi. Invece abbiamo visto che basta un piccolo virus per far svanire tutte le nostre finte sicurezze. Tra l’altro un virus neanche particolarmente virulento e cattivo, visto che risparmia bambini e persone sane. Siamo e saremo sempre sottoposti alle regole della Natura e andar loro contro ha un prezzo che prima o dopo si paga.

Il coronavirus ci ha fatto vedere che la decrescita infelice esiste, anzi è inevitabile se l’umanità va avanti come prima. Già nei prossimi mesi o anni le inesorabili ripercussioni economiche colpiranno come sempre le persone più deboli e meno abbienti, mentre i ricchi diventeranno ancora più ricchi.

Se non approfittiamo di questa occasione per cambiare visione, priorità e stile di vita ci attenderanno disastri ben più gravi di questo virus.

Un’altra visione

Grazie al virus abbiamo avuto l’occasione di dare nuovamente un valore a cose che avevamo dimenticato o dato per scontate, come il calore umano, lo stare con le persone che amiamo e anche con noi stessi, il fermarsi a vivere. Ed è questa la normalità della vita umana.

Torniamo alla vera e naturale normalità! Non a quella di prima, al non avere tempo, a correre per inseguire soldi e potere. Torniamo a lavorare per vivere invece di vivere per lavorare. Mai come ora ne abbiamo la possibilità.

Come succede in ogni cambiamento dobbiamo lasciare indietro qualcosa. C’è chi lo definisce “rinunciare”, ma lo è solo se non abbiamo valorizzato sufficientemente il nuovo. Certo, non sempre è facile fare un cambiamento grosso, perché ci hanno incastrati in un sistema economico che apparentemente ci lega le mani. Per liberarsi ci vogliono scelte forti e la convinzione che sia possibile. Ormai un discreto numero di persone e gruppi hanno attuato una scelta simile, quindi è possibile!

Quante persone dicono a Lucilla e a me: “Siete fortunati voi a vivere in un posto così bello”. Non è fortuna, è il frutto di scelte fatte decine di anni fa: la scelta di una vita connessa con la Natura, la scelta di fiducia nella vita. Non è stato sempre facile, tra difficoltà economiche, problemi burocratici e quant’altro. Ma vivere in mezzo alla Natura, alle piante, agli alberi e agli animali dà un’armonia che è difficile trovare altrove. Inoltre la soddisfazione di aver contributo a creare qualcosa di bello, di armonico e unico ha un valore di fronte a cui la fatica e il sudore non contano.

Capisco che non è facile attuare un cambiamento radicale. Però piuttosto che non cambiare niente conviene effettuare un cambiamento graduale.
Vorrei proporre in seguito due cambiamenti che mi stanno particolarmente a cuore.

Primo cambiamento: la salute

Dobbiamo ringraziare il coronavirus che ci ha mostrato che la salute ha un valore nettamente superiore al denaro. Inoltre ci ha fatto capire che le malattie croniche rappresentano un forte rischio per la vita, visto che praticamente tutte le persone decedute avevano malattie croniche, spesso anche più di una.
La malattia cronica non è una fatalità che colpisce ciecamente le persone. È dovuta all’incapacità dell’organismo di reagire adeguatamente a una situazione patologica che è comunque la conseguenza di uno stato emotivo e mentale alterato, nonché di uno stile di vita non appropriato. Invece di assumere farmaci quasi sempre sarebbe sufficiente cambiare delle abitudini di vita e farci aiutare da trattamenti e rimedi naturali per ritrovare velocemente l’equilibrio perso.
Per esempio di fronte all’ipertensione quasi sempre sarebbe sufficiente cambiare stile di vita. Stare più tranquilli, correre meno, spianare conflitti, fare movimento all’aria aperta, cambiare dieta ecc. Questi accorgimenti sarebbero sufficienti per risolvere il problema. Per non parlare dell’aiuto offerto dal regno vegetale, in particolare da Gemmoderivati, Fiori di Bach o Spiriti degli Alberi, rimedi che ci consentono di incontrare l’essenza e il messaggio degli alberi nel loro aspetto fisico, energetico e spirituale, permettendo di acquisire e rinforzare in noi le qualità e caratteristiche che sono proprie di ogni pianta.

Invece gran parte delle persone preferisce prendere una pillola. Così si deprivano della possibilità di iniziare a vivere meglio e più felici. Per non cambiare qualcosa nella propria vita si diventa schiavi dei farmaci.
Anche chi ha già delle malattie croniche può chiedere un sostegno a pratiche e rimedi naturali che spesso permettono di migliorare la situazione e ridurre l’assunzione di farmaci, se non di guarire.

Secondo cambiamento: autosufficienza collettiva

Il coronavirus ci ha fatto anche vedere quanto questo sistema economico sia realmente fragile e possa crollare facilmente.

Prendiamo come esempio gli alimenti. Cosa facciamo se per qualche motivo non arrivano più i rifornimenti dalle industrie alimentari? Sembra un’ipotesi molto lontana, ma ci siamo già andati abbastanza vicini. Come sarà il prossimo virus? Che effetti avrebbe un virus informatico che paralizza internet?
Forse conviene ridurre la dipendenza da un sistema economico non condiviso e fragile. Lo possiamo fare iniziando a praticare uno stile di vita che dipende sempre meno da quello che non possiamo produrre o acquistare nelle vicinanze, anche in casi di eventi che sconvolgono la vita.
Naturalmente è difficile per la singola famiglia praticare una completa autosufficienza. Ma visto che ormai ci sono tante persone che vorrebbero andare in questa direzione ci possiamo mettere insieme e praticare quella che chiamo l’autosufficienza collettiva, un sistema in cui ogni persona, famiglia o gruppo produce qualcosa o offre un servizio secondo i propri talenti, scambiando con gli altri prodotti e servizi.

Come possiamo trovare il tempo per farlo? Nella famiglia tipica lavorano entrambi i genitori per poter sbarcare il lunario. Ci sono tante cose da pagare, casa, automobili, asilo, vestiti, alimenti, cura del corpo, svago, sport ecc. Essendo disposti a rinunciare alle cose superflue si può lavorare meno, un part-time quando viene concesso, oppure va a lavorare solo un membro. Nel tempo guadagnato si può mettere in pratica l’autoproduzione di alimenti, vestiti e tante altre cose, oppure offrire servizi ad altri, bilanciando così le entrate ridotte.

La novità sta nel mettersi insieme con altre famiglie che hanno lo stesso obiettivo e coordinare e scambiarsi la produzione e i servizi. Questo è un buon modo per iniziare a ridurre la dipendenza e per creare gruppi resilienti, acquisendo più libertà e la possibilità di stare di più con le persone che amiamo… e con noi stessi.

Non meno importante è l’aspetto sociale: è fondamentale far parte di una comunità che nei tempi difficili, anche quelli futuri, può essere un punto di riferimento importante per andare avanti.

Consigli per mantenersi in salute e rinforzare il sistema immunitario

  • Consumare alimenti sani e pieni di vitamine, minerali ed energia vitale
  • Evitare alimenti e bevande non idonee a una sana alimentazione
  • Bere una sufficiente quantità d’acqua di ottima qualità (300 ml acqua totale per 10 kg di peso corporeo, 1 litro in più per ogni ora di intensa attività fisica)
  • Praticare yoga, meditazione o altre tecniche di riequilibrio e rilassamento
  • Praticare attività fisica quotidiana
  • Passare molto tempo nella Natura
  • Amare
  • Coltivare gratitudine e stupore
  • Perdonare, risolvere i conflitti

Hubert Bösch

Fondatore della casa editrice Humusedizioni, con Lucilla Satanassi ha dato vita all’azienda agricola REMEDIA. Due realtà con uno scopo comune: diffondere uno stile di vita in armonia con la natura. Appassionato ricercatore di pratiche di autosufficienza e vita naturale, il suo impegno è indirizzato al cambiamento verso il bene di tutti. Esperto di omeopatia e del suo utilizzo in agricoltura, approfondisce le sue conoscenze nell’ambito delle energie sottili per l’armonizzazione di luoghi, persone, animali, piante, fiumi. Da queste ricerche nascono l’AGRICOLTURA BIOENERGETICA, praticata a Remedia, e la linea di supporti COSMOONDA.
Per contattarlo scrivi a hubert@remediaerbe.it

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