Transumanza in Romagna

Transumanza in Romagna

L’antica pratica della migrazione delle mandrie

Francesca Rifici

Un’antica pratica rurale e contadina, legata allo spostamento delle greggi da un posto all’altro, è la transumanza. Si tratta della regolare migrazione di animali dai pascoli primaverili-estivi in montagna a quelli autunnali-invernali in pianura. Per transumanza si intende lo spostamento periodico del bestiame fra due o più pascoli complementari, che vengono sfruttati stagionalmente, situati rispettivamente in pianura o fondovalle e in montagna a quote più o meno elevate, a seconda delle regioni, dove il bestiame trova un buon pascolo in primavera ma soprattutto in estate. Lo spostamento riguarda diverse specie animali, dai cavalli, alle mandrie di mucche, alle pecore.

Oltre agli aspetti puramente pratici della transumanza, legati a una migliore salute degli animali, il significato che racchiude questa antica pratica è di gran lunga maggiore. La tradizione vuole che esistano due specifici periodi nell’anno in cui si decide, con una buona pianificazione, di compiere la transumanza delle mandrie. Rispetto per gli animali e la loro libertà, stile di vita selvaggio in armonia con i ritmi naturali, condivisione e squadra sono solo alcuni dei benefici della transumanza. Questo antico metodo è ancora diffuso e diversi allevatori scelgono come modalità di lasciare gli animali crescere e pascolare in libertà, per diversi mesi all’anno. Questo non significa non monitorarli o non seguirli, tutt’altro: vengono controllati ma lasciati liberi di spostarsi su ampie porzioni di territorio.

Oltre agli aspetti puramente pratici della transumanza, legati a una migliore salute degli animali, il significato che racchiude questa antica pratica è di gran lunga maggiore

Transumanza in Romagna: parola a chi la fa

La Romagna è una terra che ben si presta alla transumanza, grazie alla vicinanza tra terreni di pianura e collinari. Tutto nasce dalla passione per il territorio e tutto quello che sa offrire, anche in condizioni meno agiate, e soprattutto dall’amore per gli animali. Ce lo racconta Fausta, moglie di Fausto, una donna energica, con tante risorse, insegnante alle elementari che si divide tra una vita in città e una in campagna. L’incontro con questa coppia mi ha mostrato subito che il loro legame non è dato solo dal nome in comune ma soprattutto dalla passione per la natura e per i loro animali.  Ho avuto il piacere di vivere in prima persona l’esperienza della transumanza e sono certa che rimarrà indelebile nei miei ricordi. Per me, neofita di questa attività, è stata senz’altro faticosa e impegnativa dal punto di vista fisico ma emozionante e piena di spunti di riflessione. Ho trascorso due giorni nella loro casa di campagna e ho vissuto appieno i tempi, i modi, le programmazioni e l’entusiasmo con cui viene vissuta la transumanza. Partiti di buon’ora al mattino, ben presto il cammino verso i pascoli alti è iniziato (ho avuto modo di vivere questa esperienza a inizio estate, quando dagli alti pascoli le mandrie scendono a valle).

La fatica fisica veniva meno, man mano che si saliva, e panorami collinari, tipici della nostra Romagna, si aprivano dinnanzi a me. Veri e propri spettacoli della natura. Durante il cammino non sono mancate occasioni per riconoscere diverse varietà di piante, grazie a Pietro, un arzillo signore di 70 anni che svettava sui monti più veloce di me (nonostante i quasi quarant’anni di differenza). Conosce benissimo il territorio, sa dove sono gli angoli migliori in cui fermarsi o il posto giusto dove raccogliere funghi selvatici, saporiti e gustosi. Una vera guida. E poi l’incontro con i cavalli, selvaggi e liberi. Esiste un tacito accordo tra uomo e animale: i cavalli sanno che il gruppo di uomini che li ha fin lassù raggiunti, li sta guidando a fondo valle. E così è stato. Tutto è avvenuto in maniera naturale, con qualche spinta o sollecito per i più testardi. Scendere è stata la parte più faticosa, i cavalli sono decisamente veloci!

Non è solo una pratica salutare per gli animali, lo è, nella stessa misura, anche per l’uomo. Diventano giorni di condivisione, di ritrovo, di scambio, di avventura e di supporto reciproco

Spirito romagnolo di condivisione

Questa esperienza mi ha mostrato molte bellezze della Romagna. Il territorio che spazia da pianure assolate a fresche zone montuose, antiche pratiche ancora in uso e che rallentano i ritmi del tempo, l’importanza della condivisione e dell’incontro fra diverse generazioni, lo scambio e l’aiuto che nasce in situazioni fuori dalla routine quotidiana. Noi romagnoli sappiamo fare gruppo, si sa, ma lo sappiamo fare anche molto bene. Auguro a tutti di vivere l’esperienza della transumanza perché non è solo una pratica agreste, è soprattutto un momento che offre una lente diversa sul mondo e sulla propria vita. E senza contare quanto buone erano le tagliatelle preparate con i funghi raccolti, a fine giornata, tutti seduti attorno al tavolo con un buon bicchiere di Sangiovese doc.


Francesca Rifici

Studiosa e appassionata di discipline naturali da anni, ha conseguito una laurea specialistica in Sociologia e successivamente il certificato di avvenuta formazione in Naturopatia presso l’istituto di Medicina Naturale di Rimini. Scrive articoli per il web e collabora con la rivista «Scienza e Conoscenza» e «Vivi Consapevole in Romagna».

Attualmente pratica la libera professione di Naturopata nella provincia di Cesena, occupandosi di Medicina Tradizionale Cinese e Alimentazione bioenergetica.

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.