Tre romagnoli in viaggio ai confini della Romagna

Tre romagnoli in viaggio ai confini della Romagna

Un’avventura romagnola di passione, ricerca e amore per la propria terra

Quante volte ci saremo trovati a discutere sui confini della Romagna!

Ivano Marescotti ha realizzato un monologo (su Youtube è divenuto in poco tempo virale) dove, in modo ironico, prende in giro lo spirito campanilista del romagnolo (vedi “Marescotti monologo sulla Romagna”). Ma esiste un confine per la nostra terra, noi naturalisti lo sappiamo da più di un secolo. Lasciando per motivi di spazio le disquisizioni di storici e geografi dell’ottocento che già avevano individuato un preciso confine, passiamo al più grande dei naturalisti romagnoli, Pietro Zangheri (1889-1983). È lui l’ispiratore di questo viaggio. Personalmente Pietro Zangheri non l’ho mai conosciuto, ma nel 1998, come naturalista del Parco delle Foreste Casentinesi, ho prodotto per conto del mio Ente una mostra dedicata proprio a lui. Tra i tanti oggetti museali esposti a Santa Sofia (FC) vi era, e vi è ancora tutt’oggi, un grande plastico costruito dallo stesso Zangheri nella metà del secolo scorso che sorprende per precisione e dettaglio. Un oggetto imperdibile per chi ama la nostra regione (si può vedere presso la sede del Parco delle Foreste Casentinesi, Santa Sofia). Dopo un accurato restauro, mi colpì una linea gialla tratteggiata che bordava tutto l’allestimento di gesso e cartone, un invito, come fosse un sentiero da percorrere. Quella linea attraversava montagne, seguiva colline e corsi d’acqua e limiti di spiagge: era il confine della Romagna. Si tratta di un quadrilatero di 6.380 chilometri quadri che sborda nelle provincie di Pesaro-Urbino, Arezzo, Firenze e Bologna.

E post più bel de mond!

Da appassionato di avventure a piedi e in bici, mi sono detto che un giorno mi sarebbe piaciuto camminare su quel confine. Dopo 18 anni di attesa, quel giorno è arrivato nella primavera del 2016: il progetto che avevo ideato non era solo quello dell’impresa escursionistica, ma di vivere e raccontare quello che per molti di noi (romagnoli) “L’è e post più bel de mond” e così questo è diventato lo slogan e il tormentone del viaggio. Le decisioni importanti da prendere immediatamente erano: quando, con chi, con quale mezzo, in quale periodo e in quanto tempo. Come succede quando si è travolti dall’entusiasmo covato per anni, in pochi giorni era già tutto organizzato. Il viaggio si sarebbe svolto nel mese di giugno, caratterizzato da lunghe giornate, ancora non troppo calde in pianura e collina e non troppo fredde nelle lunghe e impegnative tappe di montagna. La pianificazione delle tappe è durata una lunga notte, passata con il mio amico cesenate Valdes, grande esperto di cartografia informatica. Grazie al viaggio virtuale ho potuto pianificare un viaggio di 15 giorni, 10 tappe a piedi e 5 in bici per coprire i circa 500 chilometri di confine. Ancora oggi ricordo quella nottata passata al computer, tra carte digitali e foto da satellite, come la più dura e faticosa di tutto il viaggio…

Alla scoperta della Romagna: insieme è meglio!

Il viaggio me lo ero sognato in solitario, ma appena ho cominciato a parlarne con altri, ecco un mio amico di sempre, Marco Ruffilli di Castrocaro che, senza mezzi termini, mi ha comunicato (senza appello) che doveva esserci anche lui in questa avventura. Qualche dubbio l’avevo: la sua esperienza era scarsa in avventure molto impegnative, dove erano previste tappe a piedi di oltre 40 chilometri e dislivelli sempre oltre i 1000 metri, ma il suo entusiasmo era così straordinario che, fin da subito, mi convinse che sarebbe stato un partner ideale.

A questo punto un terzo compagno sarebbe stato utile e così riuscì ad ingaggiare un altro amico, il faentino Sandro Bassi. Giornalista, scrittore, viaggiatore e guida escursionistica, insomma una garanzia per un viaggio di questo tipo: era il professionista giusto per redigere un racconto quotidiano della nostra avventura.

A questo punto l’entusiasmo era tale che abbiamo cercato la condivisione e grazie ad uno staff di professionisti nel campo della comunicazione, coordinati da Marco Civinelli della Società di Video produzione Limina di Bologna, è stato possibile condividerlo con molte persone. “Viaggio ai confini della Romagna” è stato seguito da migliaia di romagnoli che quotidianamente sui vari social godevano dei nostri report, delle immagini e dei video che postavamo.

Le tappe dell’avventura romagnola

Il 5 giugno 2016 è avvenuta la partenza e il 20 giugno l’arrivo ad uno dei posti più suggestivi del nostro viaggio: Fiorenzuola di Focara (PU) tra Gabicce e Pesaro, l’unico luogo della Romagna (biogeografica) dove la collina precipita sul mare in uno scenario unico e coinvolgente.

Un viaggio ai confini di Romagna che è durato 15 giorni: 500 chilometri di cui 250 a piedi, altrettanti in bici e 20 in barca, con oltre 17.000 metri di dislivello in salita, percorrendo tutti i lati del grande quadrilatero della nostra “terra”. Giornate intensissime, caratterizzate spesso da 10 ore e oltre di cammino, su sentieri resi fangosi dai temporali e dalle piogge che però non hanno ostacolato il nostro procedere. Tutt’attorno a noi c’era la cornice dei poliedrici paesaggi della Romagna: dal promontorio di Fiorenzuola di Focara alle colline di Tavullia e Mondaino, al massiccio del Carpegna, poi dalla Giogana appenninica, dall’Alpe della Luna al Passo della Futa, con l’attraversamento del Monte Fumaiolo, delle Foreste Casentinesi, dell’Alpe di San Benedetto e le alte valli del Lamone e Santerno. Poi ancora la discesa della selvaggia valle del Sillaro, la pianura padana e le valli da pesca di Campotto e Valle Santa, le valli di Comacchio e il Reno fino alla foce, la bellezza delle secolari Pinete di Classe e Cervia e la urbanizzata riviera romagnola con i centri storici di Cervia, Cesenatico, Rimini e Riccione, così diversi dal solitario e selvaggio Appennino. A piedi, in bici e anche in barca. A Riccione, punto di partenza dell’ultima tappa, abbiamo approfittato di un gioiello della nostra marineria: la Saviolina, un lancione tradizionale romagnolo. Grazie al Club Nautico di Riccione che ha in gestione l’imbarcazione, abbiamo fatto anche l’esperienza della navigazione (il progetto iniziale prevedeva l’uso del pedalò).

Romagna: non solo splendidi paesaggi e natura

La nostra grande esperienza è stata documentata da oltre 100 video, raccolti direttamente da noi con i nostri cellulari, e diverse ore di riprese professionali effettuate dai videomaker che si sono alternati nell’incontrarci in alcune tappe. Ne esce una umanità forte e appassionata, di persone che amano il territorio dove vivono. Come era nelle nostre intenzioni, dal materiale raccolto e dalle nostre impressioni, esce un mondo ricco di diversità, sia nei valori naturalistici sia in quelli umani, basato non sulla divisione, ma sulla condivisione territoriale. Nel nostro viaggio abbiamo anche documentato la trasformazione del paesaggio confrontando le foto realizzate da Pietro Zangheri negli anni ’40 con le nostre effettuate negli stessi luoghi.

Ora il viaggio sta per diventare un libro e un docufilm che usciranno nella primavera del 2017. Per chi fosse interessato gli sviluppi e fosse curioso delle nostre esperienze, può seguirci su Facebook alla pagina “Viaggio ai confini della Romagna” o scriverci a confini.romagna@gmail.com.

Il progetto che avevo ideato non era solo quello dell’impresa escursionistica, ma di vivere e raccontare quello che per molti di noi romagnoli “L’è e post più bel de mond”.


Scritto da Nevio Agostini

Chi è Nevio Agostini

Laureato in Scienze Naturali, da oltre 25 anni si occupa di Conservazione della Natura e sviluppo del Turismo sostenibile prima come responsabile dell’Ufficio Ripristino e Tutela Ambientale della Provincia di Bologna e poi dal 1994 nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Nel Parco Nazionale è responsabile del Servizio Promozione, Divulgazione, Ricerca ed Educazione Ambientale coordinando e realizzando numerosi progetti e ricerche. Dal 2006 al 2008 ha ricoperto un ruolo di Vicedirettore e Coordinatore generale del personale. Dal 2013 è Guida Ambientale ed Escursionistica. Dal 2012 è Professore a contratto dell’Università di Bologna nel Corso di Laura Magistrale in Scienze e Gestione della Natura. È autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche e divulgative in campo naturalistico e soprattutto dedicate al territorio della Romagna e del Parco Nazionale.


 

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