Una Comunità EDUCANTE

Una Comunità EDUCANTE

Si è da poco concluso a Faenza il Festival innovativo che ha animato le strade della cittadina romagnola con nuova energia vitale

Intervista a Fabio Taroni, a cura di Romina Alessandri

Ciao Fabio, ti abbiamo contattato perché tu possa raccontarci l’avventura, da poco conclusa, del Festival della Comunità Educante. Solo il titolo ha dentro un mondo…Abituati ormai a pensare all’educazione in delega alla scuola o – ahimè ormai solo in minima parte – alla famiglia, pensare ad una intera comunità che educa è quasi utopico.

Fabio cosa significa Comunità Educante per te e per gli organizzatori di questo Festival particolare?

Il Festival della Comunità Educante è una prima tappa, frutto di un cammino biennale che ha visto più di 80 enti del territorio lavorare insieme e intrecciare relazioni sul tema condiviso dell’educazione, oggi più che mai di
significativa importanza. Educare è cosa di cuore e di interesse pubblico e istituzionale. A noi non piace il termine “utopia”: preferiamo scegliere le parole “relazione” e “responsabilità”, le due finestre che hanno fatto da apertura a questa seconda edizione del Festival.
Creare relazioni, coltivarle e metterci un po’ di quell’I-Care tanto caro a Don Milani è il primo ingrediente. Educare non è neutro. Occorre dire: «Sì, ci sto! Prendo il mio zaino e cammino insieme agli altri!». È l’unico modo per
lasciare a chi viene dopo di noi “un mondo migliore”. We have this dream!!!

Una città in pieno fermento, nelle scuole, nelle piazze, nelle sedi comunali e nei vari locali del centro e della periferia

A tuo parere qual è la differenza fra l’istruzione e l’educazione? Cosa può fare il concetto di educazione per completare quello di istruzione o viceversa?

Educare è la sfera più grande in cui trovare anche l’istruzione, la formazione e la didattica. È necessario essere sempre più consapevoli che l’uomo non vive di “sola testa”.
Se mi limitassi ad istruire, salverei solo uno degli aspetti della crescita umana (quello cognitivo o, se vogliamo,
quello della sola ragione). Ma l’uomo, per fortuna, vive di emozioni, corporeità, cuore, spirito, aspetti relazionali e sociali… Educare, a mio avviso, li prende tutti, nessuno escluso! Chi educa prende l’uomo e la donna così come sono, integralmente e nella loro meravigliosa complessità.

Oggi, in una società sempre più orientata all’individualità, alla fretta e all’omologazione sotto diversi aspetti, che cambiamento può apportare questa nuova visione dell’educazione del bambino?

Premetto che non è una nuova visione. Da sempre e per secoli sappiamo che educare è un processo lento e faticoso. Socrate nel famoso “Conosci te stesso”, affermava questo concetto: fare i conti con tutto quello che siamo.

Dal tuo punto di vista cosa è venuto a mancare di fondamentale ai nostri bambini rispetto alla generazione dei loro genitori?

Direi non tanto “cosa è venuto a mancare”, ma “quante cose abbiamo messo”. Oggi c’è troppo. E questo troppo arriva senza tanta fatica. Senza troppa riflessione.

Il Festival della Comunità Educante propone tantissime attività ludiche e culturali. Quali sono le attività più importanti nello sviluppo del bambino che oggi la scuola o la famiglia italiana non contempla?

Mi limito a citarne tre. CREATIVITÀ, LUDICITÀ, ESPRESSIVITÀ. In questi tre aspetti, necessari alla formazione di
ogni persona, credo stiamo diventando tutti sempre più analfabeti. Giochiamo di meno, abbiamo meno idee, non si canta e non si balla quasi più.

CITTADINI CONSAPEVOLI
Dalle parole di Simona Sangiorgi, Assessora alle Politiche Educative e Giovanili – Comune di Faenza
“Come Amministrazione Comunale non possiamo non sentirci direttamente coinvolti in questo lavoro, perché stiamo parlando di un aspetto fondamentale per la crescita di cittadine e cittadini consapevoli, dotati di spirito critico e liberi. Siamo quindi parte di questa squadra, che da tempo si “allena” con la volontà di fare sistema e costruire strategie comuni sul territorio. Ora siamo tutti pronti a giocare un’importante partita che vedrà messe a confronto buone pratiche e idee innovative e che presenta una ricchissima offerta di momenti di formazione per docenti, attività per bambini e ragazzi ed eventi dedicati a famiglie e a tutta la cittadinanza allo scopo non solo di approfondire i vari aspetti legati all’educazione come sviluppo di capacità e di potenzialità, ma anche di incoraggiare lo sviluppo di un’etica di responsabilità e il miglioramento della relazione con l’Altro (persone, società, ecc.).
Un grande grazie di cuore va a tutti coloro che si sono impegnati e che si impegneranno per la città di Faenza!”

 

Dettagli La Redazione

La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.