VERA, metafisica del movimento

VERA, metafisica del movimento

Un dialogo fra danza e arte che vuole re-inventare il concetto di movimento

Intervista a Barbara Zanoni e Alice Laquinta a cura di Andrea Giulia Pollini

Barbara Zanoni e Alice Laquinta, sono le creatrici del progetto artistico VERA: un nuovo modo di vedere la danza unita al magico mondo della cartapesta. Una danzatrice-coreografa e una scultrice che, mettendo insieme la loro arte, hanno dato vita a un progetto diverso e innovativo per reinventare la danza, la sua forma e la sua essenza. Parleremo di terra, di vita e del femminile arcaico che collega la danza di Barbara Zanoni alle fantastiche creazioni di Alice Iaquinta. Due artiste che, mettendosi in gioco, hanno deciso di dare un nuovo volto alla danza, di uscire dagli schemi e unire la danza a elementi di cartapesta, non abitualmente usati nella coreografia contemporanea. Due donne che si raccontano con idee decise e rivoluzionarie con un solo strumento: l’arte. Questo particolare progetto è incentrato su un discorso artistico-culturale molto radicato sia nella terra, sia nel sentimento del sacro, con un taglio femminile ancestrale e contemporaneo insieme.

Ciao Barbara, ciao Alice, parliamo delle origini del vostro progetto: come’è nato “VERA”?

Il progetto è iniziato due anni fa, VERA non è nato da un’idea, non ha avuto un inizio intellettuale, piuttosto, è sgorgato spontaneamente fluendo e crescendo come un fiume, dato che – al di là e anche a latere di ogni religione – il sentimento del sacro trabocca dai nostri corpi danzanti e dalle nostre mani creatrici.

Il processo principale da cui abbiamo iniziato è “fare cultura” scegliendo di partire da dove si è e da ciò che c’è, a condizione di conoscere a fondo e dare valore alla propria eredità culturale e di trovare ispirazione nella propria arte, attingendo nuova linfa vitale dalle fonti eterne per nuove fioriture

Questa almeno è la nostra visione-scelta, come artiste, una scelta di verità e bellezza in ambito artistico che pare rasentare la banalità. Tuttavia, sviluppare una ricerca personale che non appartenga ad alcun canone o stile può risultare arduo finché non si trova sulla strada chi condivide la stessa visione di consapevole libertà e di connessione con il proprio sentire per farsi canale, vaso, porta.

Qual è l’innovazione principale del vostro stile di danza e a cosa vi ispirate maggiormente?

L’idea fondante del nostro progetto è unire la danza contemporanea alla cartapesta, creando sinestesie inattese e inaspettate, forgiando le forme in movimento di un discorso senza parole che tratta di consapevolezza e trasformazione. Consapevolezza e trasformazione di sé, in primo luogo, ovvero del proprio corpo, nella forma-danza e nella forma-gesto che creano il movimento e in secondo luogo nella forma-oggetto di cartapesta, altra da sé, creata e portata consapevolmente nel mondo, con l’intenzione di arrivare al compimento della propria intima trasformazione così espressa, come scrittura fisica di corpo e opere danzanti. Inizialmente ci siamo ispirate agli usi e alle forme dell’ex-voto, pur rimanendo legate a questo concetto, spostiamo l’accento sulla origine del processo di trasformazione interiore, mettendo a fuoco l’importanza della scelta a monte del fare, di ciò che non si vede, di ciò che si muove intimamente e che ci muove l’attimo prima del fare: ciò che può, indifferentemente, non affiorare nel fare, emergere appena o manifestarsi pienamente, restandone tuttavia l’informazione generante.

Lavorare in squadra è sempre tanto un arricchimento quanto una contrapposizione. Essendo due persone molto diverse siete anche legate da un pensiero comune, immagino. È difficile per voi lavorare in due o piuttosto lo vedete come un valore aggiunto?

È per noi cruciale il confronto assiduo con un’artista che condivida la tua visione circolare e ciclica dell’arte e della vita, che è alla base del nostro lavoro, in cui le forme d’arte sono sia vie di conoscenza di noi stessi e del mondo, sia strumenti di ricerca e mezzi di espressione e di liberazione dell’anima: la Natura, il Femminino, la sacralità della vita e delle sue leggi non scritte, i miti e gli archetipi che li riguardano, sono al centro dei nostri interessi artistici, filosofici e antropologici e anche pedagogici.

Per finire vorrei fare una domanda a te Barbara, essendo co-fondatrice dell’associazione culturale “LE LASE”, insieme a Sabrina Folli, e che dall’anno scorso si è arricchita della presenza di Francesca Samorì. Raccontaci di questa associazione, e di come vi ha aiutato nel progetto VERA. Inoltre, quando si terrà la prima dello spettacolo?

Tutto il nostro progetto è stato possibile grazie al fantastico aiuto dell’associazione culturale LE LASE e Sabrina Folli, con cui condividiamo la medesima visione non solo artistica, direi, ma anche culturale in senso antropologico, aperta a tutte e a tutti. Nata il 24 settembre 2015, l’associazione Culturale LE LASE, già dal nome etrusco, affonda le radici nel prezioso lignaggio di sapere legato all’integrazione di corpo, mente e spirito, nel mio caso, declinato nelle arti della danza e della musica, nel caso di Sabrina Folli nelle tecniche delle discipline corporee per il benessere del corpo-mente, quali il massaggio ayurvedico e cranio-sacrale, di cui è grande esperta.

L’associazione culturale LE LASE organizza corsi, incontri, seminari e laboratori volti alla diffusione di queste tecniche e di questi saperi utili alla crescita umana individuale e collettiva, attraverso le arti e le tecniche che pratichiamo e con la stessa attenzione alla relazione con se stessi e con gli altri che connota la mia attività performativa

L’associazione organizza corsi, incontri, seminari e laboratori volti alla diffusione di queste tecniche e di questi saperi utili alla crescita umana individuale e collettiva, attraverso le arti e le tecniche che pratichiamo e con la stessa attenzione alla relazione con se stessi e con gli altri che connota la mia attività performativa. Proprio grazie a questo è stata un supporto fondamentale per il nuovo progetto.

La presentazione del progetto VERA si è tenuta il 6 settembre, presso lo studio di Barbara, la ”SALA ROSSA“ a Massa Lombarda  di Ravenna.


Barbara Zanoni e Alice Laquinta

Barbara Zanoni, danzatrice-coreografa contemporanea, performer e cantante; è inoltre docente di danza contemporanea e yoga. www.barbarazanoni.com.

Alice Laquinta, artista ed educatrice, spazia dalla pittura alla cartapesta, fino alla grafica. Per informazioni: verapuntocinque@gmail.com

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La redazione di Vivi Consapevole in Romagna.